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September 02 Teresa Sarti in EmergencyE’ giusto ammettere che esistono anche interisti buoni. In questo caso eccezionali. Ieri è morta Teresa Sarti. Forse il nome di per sé dice poco, se non vi si aggiunge il cognome da coniugata: Strada. Moglie di Gino e presidente di una delle associazioni a cui dedico la maggior parte delle mie risorse destinate al capitolo del bilancio familiare denominato :“La fortuna è un fatto di geografia, quindi vedi di darti una mossa, stronza!”. Emergency , insieme a Libera di Don Ciotti, è l'associazione che meglio rappresenta, a mio avviso, lo spirito di quella sinistra, viva, agognata e puntualmente delusa alle urne, ampiamente diffusa in questo strano Paese e non rappresentata né in Parlamento né in alcun partito. Emergency è prima di tutto indipendenza, laicità, concretezza, voglia di fare, di sporcarsi le mani, carattere e bisogno di agire. Nessuna ideologia e molte idee. Idee che diventano progetti e progetti che diventano realtà. Realtà che cambiano la vita di migliaia di persone, e quindi di un pezzetto consistente di mondo. Emergency è un’associazione indipendente, non è legata a governi né a partiti e si sostiene coi soldi di chi crede nei suoi progetti (in primis la Fondazione Emergency voluta, sostenuta e presieduta da Milly Moratti. E qui, tanto di cappello). Teresa era la mente e Gino il braccio. Ricordo la prima volta che la sentii parlare; ricordava come era cominciato tutto. Timida studentessa di Lettere, da sempre impegnata nel volontariato cattolico e sposata con questo medico un po’ burbero, ma di buon cuore, erano diventati genitori da pochissimo di Cecilia. Lui un giorno le fa: "Quest’estate vado in Afghanistan per due settimane per dare una mano alla Croce Rossa, poi torno". Ancora aspetta. In realtà Gino è tornato per dirle: “Sono un medico e il mio posto è tra quei disperati. Diamoci da fare. Subito.” In pochi giorni hanno fatto il giro di amici e parenti per battere cassa, hanno messo insieme due soldi da cui nata la prima cellula che nel 1994 diventerà Emergency . In 15 anni è diventata una delle organizzazioni più credibili del Mediterraneo. Garantisce assistenza medica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre. Ad oggi sono state curate 3 milioni di persone; 3 milioni di famiglie ringraziano. Il centro a Khartoum, recentemente inaugurato, è un centro di cardiochirurgia di eccellenza, come noi ce lo sogniamo in Italia. Da notare: la cardiochirurgia è il settore medico-ospedaliero che necessita degli investimenti più elevati, perché le attrezzature sono in assoluto le più complesse e costose. Il centro Salàm (pace, in arabo) è sorto in due anni con una spesa di 15 milioni di euro; per capire ancora meglio: l’ospedale S. Salvatore che è crollato all’Aquila (ricordiamo, per non dimenticarlo mai, costruito dalla ditta Impregìlo, la stessa della Salerno-Reggio, dell'Alta Velocità, dello scandalo rifiuti in Campania e quella che punta, con un così onorevole curriculum anche ai lavori per il ponte sullo Stretto di Messina) è costato 100 milioni di euro e dopo 30 anni non era ancora terminato, e di certo di high tech aveva ben poco. Emergency non guarda la faccia, il nome o la religione. Chi vede quella E cerchiata rossa sa che può entrare “in pace”. Lo sanno i Taliban e lo sanno i guerriglieri Sudanesi, la povera gente e i politici. E se Gino Strada c’ha messo la faccia gucciniana, le mani da chirurgo e un carattere di uomo poco simpatico e poco politico, Teresa Sarti con dolcezza, onestà e determinazione, nel silenzio ha tessuto una rete di migliaia di contatti e di finanziamenti, ottenuti grazie alla serietà e credibilità di tutta l'organizzazione: puoi essere bravo quanto vuoi, ma senza cash e disbrighi burocratici e diplomatici vai poco lontano. Ha dimostrato che puoi crescere (bene) una figlia da sola e nel frattempo cambiare un pezzetto di mondo. E’ riuscita a rendere Emergency non solo un complesso centro di assistenza medica, ma anche una credibile voce che promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani. E’ sempre stata in prima linea anche per prevenire,non solo per mettere una pezza: ha alzato la voce per dire no a tutte le guerre sempre e comunque, non per ideologia, ma per senso di logica giustizia: il 90% delle vittime sono civili, quindi bombarda quanto vuoi, Bin Laden non lo trovi, ma gli ospedali e cimiteri sono pieni di bambini. Intanto in Afghanistan sono tornati i Taliban e la situazione è forse peggiore di prima. Esportare democrazia….come fai ad esportare qualcosa che non hai? Credo che “eccezionale” sia l’aggettivo più utilizzato per appellarla in queste ore. Di certo per me era e rimane un modello. La prossima settimana (dall’8 al 13 settembre) si svolgerà a Firenze il convegno annuale dei volontari di Emergency, per fare il punto di questi 15 anni. Ci saranno convegni e spettacoli che vedranno coinvolti molti delle persone che hanno sostenuto Emergency negli anni: Lorenzo Cherubini, Vauro, Serena Dandini, Marco Paolini, Erri De Luca, Vergassola, Cornacchione e parecchi altri.. Alcuni convegni sono aperti al pubblico, altri sono destinati ai medici altri ancora alle scuole. Il fulcro avverrà nel weekend, dall’ 11 al 13. Io spero proprio di esserci e di portare il mio personale saluto e ringraziamento a una donna che mi fa essere orgogliosa di far parte di questo strano Paese. Anche se ha rubato uno scudetto.... Per maggiori informazioni: http://firenze.emergency.it
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